Venezia. Si conoscono in chat: respinto,
Sono presenti 13 COMMENTI la cosa che mi rende più triste è accettare che ormai le persone non sanno più rapportarsi se non c'è un computer di mezzo, non si incontrano più per caso al pub, al concerto, alla festa, alla cena, al supermercato…
anche se io faccio riferimento ad un pazzoide che con le chat non c'entra nulla, le vorrei far capire, cara miriam, che la sua visione di "chat" è un po' particolare.
commento inviato il 06-07-2010 alle 19:53 da Antinea x antinea non provo proprio niente,innanzitutto hai specificato cellulare dell'ufficio,andiamo bene…….per quanto riguarda dare il proprio numero,ripeto,prima si sonda il personaggio e non credo che si debba dare iil numero dopo una volta che si chatta,guarda cara mia che si fa presto a capire con arguzia chi ci sta dall'altra parte del pc,ora non voglio entrare nel merito, ma che non mi si dica che una parte di colpa ce l'ha anche la donna, che poi abbia trovato il peggio del peggio considera che se ti iscrivi ad una chat , sai i rischi che corri o no'
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.
Fonte: www.gazzettino.it
I nomi degli alberi'', ed 'Erratici' nell'Espace
Nell'ambito dell'iniziativa I nomi degli alberi, settimana di incontri e progetti di arte contemporanea, organizzata dall'associazione Cherimus come alternativa di sviluppo per scoprire e valorizzare il territorio del Sulcis Iglesiente, a Iglesias, rivivono la chiesetta di San Severino, la chiesa bizantina di San Salvatore e le Mura Pisane.
Un primo assaggio di cosa significa far rivivere luoghi dimenticati da tutti, attraverso l'arte contemporanea c'è già stato domenica, 13 settembre, in apertura della rassegna I nomi degli alberi , quando Franziska Weinberger, artista internazionale impegnata col marito Lois Weinberger alla Biennale di Venezia, dove rappresentano come duo artistico il Padiglione Austria, ha tenuto la sua conferenza sul ''giardino mobile'' alla chiesetta di San Severino, riaperta per l'occasione.
Sconsacrata da parecchio tempo, la chiesetta di San Severino è un piccolo tempio ai piedi delle montagne rosse nella frazione di Monte Agruxiau di Iglesias, costruito nel 1800 dal nobile De Vill, per anni vandalizzata e depredata, poi recentemente restaurata dall'amministrazione di Iglesias, ultimamente parecchio impegnata a riportare in vita parti dimenticate di uno straordinario patrimonio storico culturale del Sulcis Iglesiente.
La chiesetta di San Severino torna così a rappresentare un pezzo di storia importante di tre frazioni di Iglesias: Bindua, San Giovanni miniera e Monte Agruxiau.
Fonte: www.unionesarda.it
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